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Paragrafo 5 . Le rivoluzioni  nell'impero austriaco.

     
Le  notizie  degli  avvenimenti parigini fecero crescere  la  tensione
politica  anche nell'impero austriaco. A Vienna, il 13 marzo,  scoppi
un'insurrezione,  che  costrinse  l'imperatore  Ferdinando   primo   a
licenziare  il  Metternich,  a  formare  un  governo  di  orientamento
liberale, a concedere una certa libert di stampa, la guardia  civica,
e a promettere la convocazione di un'Assemblea costituente.
     Gli  avvenimenti  di Vienna incoraggiarono le  varie  nazionalit
dell'impero.  Il  15  marzo  una  rivolta  scoppi  a  Pest,  capitale
dell'Ungheria;  gli  insorti chiedevano libert di  stampa,  autonomia
politica e abolizione della servit della gleba e degli altri obblighi
feudali, a cui era ancora sottoposta la popolazione rurale. Il 17 e il
18  marzo si verificarono insurrezioni a Venezia e a Milano, cui segu
una guerra tra regno sabaudo e impero d'Austria. Il 19, i cittadini di
Praga,  in  stato  di  agitazione dai primi di  marzo,  inviarono  una
petizione  all'imperatore,  rivendicando  l'autonomia  della   Boemia,
l'unione di questa alla Moravia ed alla Slesia e parit di diritti tra
slavi  e  tedeschi.  In aprile, anche in Galizia,  territorio  polacco
sotto  il  dominio  austriaco, scoppiarono delle  sommosse,  che  per
furono  immediatamente represse. Il governo imperiale, infatti,  prima
blocc  l'insurrezione  con il bombardamento  di  Cracovia  e  poi  ne
indebol  il  maggiore  protagonista,  cio  l'aristocrazia  terriera,
svincolando i contadini dalla servit della gleba.
     Il   dilagare  delle  rivolte,  che  non  potevano  essere  tutte
represse  con i metodi usati in Galizia, convinse il governo austriaco
ad elaborare un progetto
     
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     di  costituzione.  Questo, per, presentato  il  25  aprile,  non
soddisfaceva  le  aspirazioni  n  del  movimento  liberale  n  delle
nazionalit oppresse, che pertanto dettero vita ad una nuova ondata di
sommosse.  Il  15  maggio,  a  Vienna, un tumulto  popolare  costrinse
l'imperatore  Ferdinando primo a fuggire. In Ungheria si  pass  dalla
rivendicazione  dell'autonomia  alla  lotta  per  l'indipendenza.   In
giugno,  a  Praga,  dove  si era formato un  governo  provvisorio,  fu
organizzato un congresso dei popoli slavi dell'impero, favorevoli alla
conservazione di uno stato plurinazionale austriaco, ma con  autonomia
e  parit  di  diritti per tutte le nazionalit. Il 12  giugno,  per,
prendendo a pretesto lo scoppio di alcuni incidenti tra popolazione  e
soldati, il comandante della guarnigione militare austriaca, dopo aver
assediato  e bombardato la citt, mise fine sia al congresso  panslavo
che al governo provvisorio ceco.
     L'opera  di  restaurazione,  iniziata  con  la  sottomissione  di
Praga,  prosegu  nel mese di settembre con l'avvio della  repressione
della  rivolta  d'Ungheria.  Qui  la  lotta  per  l'indipendenza   era
sostenuta da una sempre pi ampia base sociale; il movimento  liberale
e  democratico, infatti, sotto la guida di Lajos Kossuth  (1802-1894),
si  era  guadagnato il consenso delle masse popolari, formate in  gran
parte  da contadini, attraverso l'adozione di riforme quali l'elezione
a  suffragio  universale  del parlamento,  una  costituzione  liberale
avanzata, l'abolizione della servit della gleba e dei privilegi della
Chiesa.   Per   neutralizzare  la  rivolta,   il   governo   imperiale
strumentalizz  l'ostilit verso gli ungheresi delle  nazionalit  non
magiare residenti in Ungheria, che mal ne sopportavano la supremazia e
che  dal possibile successo della rivoluzione vedevano compromessa  la
loro  aspirazione  all'autonomia. A questa  miravano  soprattutto  gli
slavi e in particolare i croati. Il governo imperiale allora decise di
inviare  in  Ungheria truppe formate da austriaci e da  croati,  poste
sotto il comando del governatore della Croazia Jozip Jelacic.
     L'intervento  militare  in  Ungheria,  per,  fu  momentaneamente
sospeso  dalla necessit di reprimere una rivolta scoppiata  a  Vienna
agli  inizi  di  ottobre ad opera di studenti,  artigiani  ed  operai,
proprio   per  impedire  la  partenza  delle  truppe  per  l'Ungheria.
Soffocata   nel  sangue  la  rivolta  viennese,  il  nuovo  imperatore
Francesco  Giuseppe,  in  favore del quale aveva  abdicato  Ferdinando
primo,  nel  marzo  1849, sciolse il parlamento e promulg  una  nuova
costituzione  assai pi moderata della precedente. Nello  stesso  mese
l'Austria  concludeva vittoriosamente la guerra in Italia.  Restava  a
quel punto da risolvere il problema dell'Ungheria, dove il parlamento,
dal  quale  erano nel frattempo usciti i conservatori ed  i  moderati,
aveva  proclamato  l'indipendenza, dichiarato  decaduta  la  monarchia
asburgica  e nominato reggente del nuovo stato il Kossuth.  Le  truppe
imperiali   furono  pi  volte  battute  dall'esercito  rivoluzionario
ungherese, guidato da generali polacchi, tanto che Francesco  Giuseppe
chiese   ed  ottenne  l'aiuto  dello  zar  di  Russia  Nicola   primo,
interessato alla repressione della rivolta, per il timore di  una  sua
espansione  alla  parte  russa  della Polonia.  Sopraffatti  da  forze
nettamente preponderanti, gli ungheresi furono sconfitti il 13  agosto
1849;  Kossuth riusc a fuggire in Turchia, ma gli altri capi politici
e  militari furono giustiziati. Seguirono una durissima repressione  e
l'imposizione di un regime militare e poliziesco.
